Antica Locanda Galleria Rosazza

dal 1897

La strada che dal Santuario di San Giovanni sale alla Galleria Rosazza per scendere poi al Santuario di Oropa, la galleria stessa con annessa Locanda e gli edifici lungo il percorso, furono ideati e costruiti in soli otto anni dal 1889 al 1897 da Federico Rosazza Pistolet (1813-1899) grande mecenate e filantropo, che operò nella seconda metà dell’800 soprattutto in Valle Cervo, ma non solo. Per i suoi progetti si avvalse della collaborazione di Giuseppe Maffei (1821-1901) un pittore di Graglia esperto di spiritismo, pratica allora molto in voga. Anche il Rosazza (forse a seguito della morte prematura della figlia) si appassionò alle discipline esoteriche. Questo interesse si rispecchia nelle architetture ricche di simbolismi che hanno cambiato volto al paese di Rosazza, facendone un luogo di fascino misterioso che ad oggi continua ad attrarre studiosi dell’occulto, curiosi e finanche registi per i loro set cinematografici. La valle Cervo e il Biellese in generale devono molto al genio e alla generosità di Federico e del suo collaboratore visionario, che oltre agli edifici di Rosazza (la chiesa, la casa comunale, il castello, il cimitero monumentale) progettarono, costruirono o restaurarono edicole sacre, dipinti,fontane, mulattiere e infine l’opera forse di maggior valore ambientale e socio-economico, la strada di collegamento tra le due valli, Oropa e Cervo e la galleria che le unisce sotto al colle della Colma. Opera che contribuì a far uscire dall’isolamento dovuto alla sua conformazione l’alta Valle Cervo. Furono impiegate maestranze delle Valli Cervo, d’Oropa ed Elvo, famosi ed esperti scalpellini che già avevano prestato la loro opera in molte località d’Italia e all’estero. Erano in gran numero grazie alla scelta di Federico e Maffei di non adoperare la perforatrice meccanica e le cronache attestano salari fra i più alti dell’epoca sia per gli uomini che per le donne. Questo monumentale lavoro, realizzato sotto l’esperta direzione dei lavori dell’abile scalpellino Battista Rosazza Bertina, fu denigrato e osteggiato da gran parte degli industriali biellesi che avrebbero voluto un tracciato più in basso a mezza costa che non richiedesse la galleria. Si dice che il Maffei (era risaputo si affidasse a sedute spiritiche per avere indicazioni sul percorso migliore per la costruzione della strada) abbia risposto in modo lungimirante che “gli dispiaceva non capissero l’importanza di seguire il tracciato più alto: quella sarebbe stata un strada percorsa non solo per scambi commerciali o dai pellegrini, ma anche da turisti che ne avrebbero apprezzato il panorama.” Era la fine del 1800, forse il primo dibattito sul turismo biellese.

Oggi la strada è percorsa oltre che dai camminatori del G.T.A. da migliaia di auto bici e sopratutto moto, che possono attraversare il biellese restando in quota, dalla Valsessera fino all’imbocco della Valle d’Aosta,partendo dalla strada Panoramica Zegna, continuando sulla strada della galleria (Strada Federico Rosazza) e percorrendo tutta la Strada Tracciolino in Valle Elvo. Si attraversano ben quattro valli (Sessera, Cervo, Oropa, Elvo) passando da tre Santuari: di San Giovanni,d’ Oropa, e di Graglia.

Ambiente ripido e selvaggio abitato, oltre che da noi per 6 mesi all’anno, solo da alcuni pastori nel periodo estivo e che attira le persone più diverse: motociclisti che si fermano per rifocillarsi,escursionisti del G.T.A., esperti di geologia, ufologi in cerca di riscontri sulle notizie di avvistamenti UFO, fino ai viandanti che hanno sentito parlare dell’energia particolare di questi luoghi, e vengono a verificarne racconti e leggende o a cercare di coglierne la particolare atmosfera.

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